Cassandra Crossing/ Darth Alexa

(611) — Per chi ha Alexa in salotto le cose potrebbero andar peggio? Si, andranno presto molto, molto peggio.
16 marzo 2025 — Ci sono situazioni di “privacy abdicata” così abominevoli ed incancrenite che neppure Cassandra osa metterci mano, per paura di perderla.
Ad esempio, quella di carissimi amici che hanno un voice assistant Alexa sia in salotto che in cucina, che lo usano ogni tre per due per cose totalmente inutili, talvolta molto più lunghe e difficili da ottenere che usando un orologio od un dito. Si sentono così “cool”…
Sono stimati professionisti, persone intelligenti, simpatiche, degne di fiducia (per certe cose), a cui magari affideresti la tua vita, ma ormai irrimediabilmente immerse nelle sabbie mobili del tecnocontrollo ed incapaci di uscirne, perché mentre sprofondano lentamente sempre più continuano a non percepirle.
Ahimè, non si può soccorrere chi non vuole farsi aiutare perché non si sente in pericolo. Per loro le cose potrebbero andare peggio?
Certamente; infatti tra esattamente dodici giorni andranno molto peggio, non solo per loro ma anche per tutti i possessori delle varie incarnazioni di Alexa.
Il 28 marzo Alexa getterà la maschera, e renderà definitivo il suo passaggio al Lato Oscuro, che alcuni consideravano ancora parziale o non provato.
Cassandra dedica quindi ai suoi poveri amici la prossima trasformazione di Alexa, che da fine mese sarà permanentemente in ascolto di quanto viene detto nelle loro case. Proprio come in 1984, con la differenza che far entrare Alexa in casa è un atto volontario, non un obbligo imposto, come per i poveri Winston e Julia.
Ma cosa succederà esattamente?
Se volete i dettagli, potete leggerne qui in stile tecnico-legale, oppure qui conditi dai giustificatissimi anatemi di Cory Doctorow.
Ma per farla semplice, come del resto è, basta dire che i vari gadget con Alexa dentro, a cominciare dal popolarissimo Echo, oltre ad essere permanentemente in ascolto di quanto viene detto nelle loro vicinanze, anche se non diretto a loro, potranno sempre trasmettere tutto ai server di Amazon, perché venga elaborato con il massimo profitto (in tutti i sensi) da algoritmi di intelligenza artificiale.
Oggi invece viene assicurato che, fino al fatidico “Alexa”, il gadget è sì in ascolto, ma processa “normalmente” tutto l’audio in locale.
E’ anche disponibile un setting di privacy per richiedere che quanto ascoltato prima di un comando non venga mai, in nessun caso, anche “anormale”, trasmesso ai server di Amazon.
Dal 28 marzo questa possibilità verrà azzerata, e le nuove condizioni di uso di Alexa stabiliranno esplicitamente che tutto l’audio venga trasmesso alle IA di Amazon. Ed ovviamente lo sarà.
Negli Stati Uniti questo cambiamento “in corsa” è legale, grazie agli abomini legislativi da tempo laggiù vigenti.
Nell’Unione Europea invece, dove vigono il GDPR e, visti i precedenti di Amazon, anche NIS2, non credo proprio.
Chissà cosa ne diranno, e cosa faranno, il Garante Italiano e quello Europeo? C’è spazio in abbondanza anche per AGCOM.
Mi sono dimenticata di qualcosa?
Scrivere a Cassandra — Twitter — Mastodon
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero
Licenza d’utilizzo: i contenuti di questo articolo, sono sotto licenza Creative Commons Attribuzione — Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0), tutte le informazioni di utilizzo del materiale sono disponibili a questo link.